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sabato 10 dicembre 2016

Alle Muse

Alle Muse
Muse, che tante volte ributtai
importune, correte a' miei dolori,
per consolarmi sole ne' miei guai
con tai versi, tai rime e tai furori,

Con quali ad altri vi mostraste mai,
che di mirti si vantan ed allori;
or sia appo voi mia aura, àncora e porto,
se non mi lice altrove ir a diporto!
G. Bruno



O monte, o dive, o fonte,
ov' abito converso e mi nudrisco;
dove quiete imparo ed imbellisco;

Alzo, avvivo, orno il cor, il spirto e fronte;
morte, cipressi, inferni
cangiate in vita, in lauri, in astri eterni!




Questa mente, ch'aspira al splendor santo,
tant'altri studi disvelar non ponno;
il cor, che ricrear que' pensier vonno,
da' quai non può ritrarsi più che tanto

Il spirto che dovria posarsi alquanto
d'un momento al piacer, non si fa donno;
gli occhi, ch'esser dovrian chiusi dal sonno,
tutta la notte son aperti al pianto.

Oimè, miei lumi! con qual studio ed arte
tranquillar posso i travagliati sensi?
spirto mio, in qual tempo ed in quai parti

Mitigarò li tuoi dolori intensi?
e, tu mio cor, come potrò appagarti
di quel ch'al grave tuo soffrir compensi?

Quando i debiti censi
daratti l'alma, o travagliata mente
col cor, col spirto, e con gli occhi dolente?
G. Bruno






domenica 18 settembre 2016

La sublime Arte della Farneticazione

State leggendo l'essere che è in me, quello che se ne sta nel profondo e che non vedete. io sono solo un tramite chino sul computer a scrivere e che a breve avrà un lieve mal di schiena sotto la scapola sinistra.
(Non riesco a rinunciare alla mia pedanteria e controllo i possibili strafalcioni per timore di non sembrare ignorante.)

Mi sforzo di essere un genio, voglio svoltare, voglio coltivare il mio talento.
Ma ne avrò? avrò del genio?
Mi servirebbe un bel po' di genialità, savoir-faire, audacia e quattro etti di carisma. Costantemente a partire da adesso e per i prossimi trent'anni.
In maniera da potermi assicurare un futuro decente.

C'è chi già storce il naso pensando: "ma sciocchino! il futuro è solo una costruzione della mente! che è menzognera.
E quindi, per via di questo inganno che ti fai da solo, tu provi sofferenza, sotto forma di ansia e paranoia."
Vorrebbero consigliarmi di stare nel presente.

Grazie del consiglio.

Già lo faccio, ma è importante anche pensare al futuro. Pensare al fatto incontestabile che il nostro tempo a disposizione è limitato così da poter capire, magari, cosa è importante e cosa no. No?
Si può meditare quanto si vuole e i vantaggi sono assicurati, lo so bene. Si può imparare a stare nel Qui ed Ora, ciononostante il Qui ed Ora, è una condizione effimera, così come effimero è il momento presente ed appena lo si afferra, lo si perde.

Vi sembra che sto sparando cazzate? che dica cose senza senso? Pazienza...oggi è andata così.
Per carità, probabilmente avete ragione voi (ma voi chi?)... ma è così grave comunicare qualcosa che non ha senso di tanto in tanto? Eppure, sento già la vergogna nascere nel mio petto: il dubbio si insinua... pubblicare o non pubblicare questo delirio? cosa c'entra con la musica?!
Quanta insicurezza, quanta paura di sbagliare.
Sono stanco.
Non mi interessa essere al passo coi tempi. Ambisco ad essere fuori dal tempo... mentre chi non vuole esserlo è già ora anacronistico, e destinato all'oblio.

Scrivere a ruota libera e senza filtri ha i suoi indubbi vantaggi, per esempio subito dopo mi sono sentito più leggero. Magari potrei scoprire che è un vantaggio anche non essere capito. Forse tanto vale pubblicare sto ammasso di parole a caso, anzi... tanto vale impaginarlo e mettere qualche link qua e là...

mercoledì 30 marzo 2016

Quattro chiacchiere in pace

Qualche sera fa stavo con un amico musicista a bere una birra in un bar della città e ci si raccontava un po' le rispettive peripezie nel al di fuori del luccicante mondo dello show biz.

Abbiamo anche parlato di vita sociale e di musica.
- Forse, una delle cose che vorrei di più è riuscire a trovare delle persone con più o meno la mia stessa passione e più o meno il mio stesso percorso con cui trovarmi. Se ci penso, per me fare musica è fondamentalmente un atto compiuto in solitudine.
- Sì. Tu pensa che da ragazzino, dopo aver passato i sabati pomeriggi con Altrotiziomusicista a suonare ed a fare le prime sperimentazioni, poi uscivamo per trovarci con gli amici nel Tipicoluogomondano semplicemente per cazzeggiare e bere aperitivi. non c'era alcuna possibilità di trasmettere agli altri quello che facevamo, condividerlo, perché semlicemente non veniva capito e perché le priorità erano altre.
- Già, capisco perfettamente. per non parlare della qualità della musica presente in certi posti. Uscivo, salivo in macchina e mi ascoltavo musica da paura e poi, inesorabilmente, arrivato nel PostoXYZ toccava fare i conti con robaccia vuota e banale.
Poi, com'è giusto che fosse, il discorso è virato casualmente su altro.

Insomma, per entrambi la percezione è che di quello che facciamo non gliene freghi granché a nessuno, nemmeno alle persone che abbiamo più vicino e nemmeno a quelle che apparentemente mostrano apprezzamento.
E da anni ci siamo abituati a dover scegliere tra la musica e la vita sociale perchè queste due cose, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non vanno d'accordo.
Confesso che ho molto peccato perché spesso questo stato delle cose mi provoca frustrazione e rabbia. Vorrei poter dire che lo accetto serenamente perché sono bello e bravo, ma sinceramente non è così.
Questo pensavo quella sera, anche dopo essere rincasato.

Poi la mattina seguente mi sono messo ad ascoltare un po' di cose quasi a caso ed ho trovato tanta (ma tanta) roba che gagliarda è dire poco. In genere le mie ricerche sono faticose: tanta fatica e tanto tempo per trovare una perla in mezzo a mille porcherie. Quella mattina è come se fosse stata la Musica a trovare me.
Mi sono quasi sentito preso in giro. E sembrava quasi che la Musica volesse dirmi qualcosa, qualcosa del tipo: "guarda che io sono qui, non c'è bisogno che ti crucci tanto per fare chissà cosa. Sono qui, di che altro hai bisogno?"
Già, in effetti, di che altro ho bisogno?

Ecco, adesso ripenso a quel mio amico musicista ed alle nostre chiacchiere in pace parlando delle nostre peripezie musicali con gioie e dolori annessi e mi metto davanti al pc per scrivervi questo delirio sconclusionato travestito da ragionamento profondo. E penso che tutto sommato non mi è andata poi tanto male. Le persone che incontro nella mia vita mi danno tanto, non importa se la musica non ha molto a che vedere con loro. E allora forse va bene così. Forse non c'è bisogno del sostegno esterno.
Continuerò ad incazzarmi e continuerò ad essere grato di come vanno le cose. Ma va bene così.
Forse fa parte del gioco: è semplicemente così che deve essere, perchè la musica per me e per il mio amico è fondamentalmente un processo creativo e conoscitivo, quindi è un atto estremamente individuale ed è in qualche modo un mezzo per conoscere se stessi.

venerdì 4 marzo 2016

Al termine di una giornata demm****...

... la natura ha avuto la benevolenza di regalarmi un frammento di poesia


E poi, a casa, mi aspettava una persona straordinaria a ritemprarmi dalla stanchezza.

Per fortuna. Perché, non so voi (anzi, mi auguro di no e che ve la stiate passando meglio di me), ma ultimamente sono stressato ed incazzato e quando arrivo a casa dopo il lavoro sono stremato.
Va be', tengo duro e tra qualche giorno dovrei riuscire ad aggiornare un paio di cose.
Stay tuned.

lunedì 22 febbraio 2016

#SoSoddisfazZzZioni

Cari amici, solo un paio di giorni fa ho pubblicato il mio ultimo set ed posso già annunciare che è arrivato per me il momento onanismo!
Cercate di capirmi: sono umano anch'io e mi scuserete se mi concedo un piccolo momento di autocompiacimento.

Sono piccole soddisfazioni però... buttale via!

Ma passiamo ai fatti-

Tempo fa pubblicai una registrazione poco professionale ma molto spontanea e sentita ed il risultato fu questo:





Poi, come dicevo all'inizio del post, ho recentemente pubblicato questo set, di cui sono piuttosto orgoglioso. E l'immediato risultato è stato questo:


Dice: "bravo, ma 50° su..?"
"50!"
...

(In realtà molti ma molti di più, però il ranking conteggia fino al numero 50. )

Poi, nel giro di un giorno ho guadagnato ben 8 posizioni!


Ora, mi rendo perfettissimamente conto che queste classifiche non dicono granchè e che ad un dj di quelli veri farebbero un po' ridere questi risultati. Ma che ci devo fare?! io sono un invisibile dj di provincia e mi accontento di poco.
In ogni caso questi risultati qualcosa vogliono dire: che qualcuno che apprezza quello che faccio c'è.

Quindi, scherzi a parte, grazie a chi mi ascolta, chi chiacchiera e dibatte (più che altro su fb, qui i commenti sono pochi), chi mi supporta e soprattutto a chi mi sopporta!


lunedì 31 agosto 2015

Come ordinare la collezione di dischi

Recentemente Discogs ha pubblicato i risultati di un goliardico ma utile sondaggio lanciato dalla pagina facebook, ovvero:

come ordinate la vostra collezione di dischi?



E' una lettura interessante, scoprire come grandi collezionisti organizzano un'infinità di dischi (i frequentatori di discogs sono molto tosti, il sottoscritto è un pivellino al confronto) è molto istruttivo.

i principali criteri di organizzazione sono risultati essere:
- alfabetico
- per genere

Ogni criterio ha pregi e difetti, obviously, e poi ci sono i criteri secondari (es. per anno, per etichetta... ecc...).

E io? Io ordino sostanzialmente per genere, ma in realtà finisco per mettere assieme i dischi un po' a caso finendo per utilizzare criteri molto personali e moltissimo irrazionali. Credo che proverò ad ordinarli sempre per genere, ma a seguire in base all'anno di pubblicazione. Chissà se risolverà i miei problemi di ordine...

Comunque, questo è l'articolo con tutti i dettagli. Lettura consigliata.

mercoledì 12 agosto 2015

Ferie

Da ieri sera sono in ferie.
Sì, questo è un banalissimo post sulle ferie.
Ma raramente nella mia vita ho sentito così violentemente il bisogno di staccare, mai come quest'anno posso dire che so come ci si sente ad essere stressato.

Eppure ho iniziato a rendermi conto veramente di essere in vacanza e di non avere uno stracazzo da fare solo quando sono andato a dormire, ieri sera. Solo in quel momento ho realizzato che ero libero di dormire come e quanto volevo, perchè il giorno seguente non avrei dovuto rendere conto a nessuno.

E, un pochino alla volta, il mood sta diventando questo:


E ora torno a godermi le ferie.

E a chi leggerà questo post auguro di godersela alla grande in ogni caso, che sia in ferie oppure no.
Ciao cari/e.

venerdì 24 luglio 2015

Figli (incompresi) di una città minore

Se qualche giorno fa ho avuto un momento di pace in un giorno di stress infernale, domenica ho avuto un piccolo supplizio in una giornata di serenità.
Il destino mi ha regalato un magico incontro con un figlio (incompreso) di una città minore (che poi è la variazione esterofila dei figli di un dj minore).


Allora, domenica sono andato a godermi un po' di sole al lago con la mia fanciulla. Dopo la spiaggia siamo andati in un bel chioschetto per rinfrescarci con una gustosa bibita fresca (anzi, trattavasi di una centrifuga, un prodotto che mi pare di capire sia molto in voga ultimamente. Davvero deliziosa, comunque).

Lì ho incontrato un vecchio amico che non vedevo da millenni e di cui avevo perso le tracce.
Come va / come non va / cosa fai / cosa non fai ecc ecc... abbiamo attaccato a raccontarcela su con le le solite cose finchè...


finchè non è arrivata la fatidica frase:

"... e adesso mi sono trasferito qua sul lago perchè...


A BRESCIA NON C'E' UN CAZZO.


Qui, invece, si sta da Dio"





...




"Eh già! Ci vediamo, eh!"


Quante volte ho sentito questa frase, il cui messaggio subliminale, ovviamente, è:

"Brescia è troppo piccola e provinciale per me, PER ME!!! IO che sono apolide, vero cittadino del mondo che 1000 ne ha viste e 1000 ne ha fatte nella propria vita! No! Brescia non mi merita! Perchè IO valgo!"

Certo, come no.
Per carità, Brescia sarà pure una piccola cittadina un po' provincialotta però, curiosamente, quando ci sono eventi gagliardi in città queste persone illuminate non si vedono MAI. Chissà perchè.

Già.
Chissà.



martedì 21 luglio 2015

Quiete dal caos

La giornata di lavoro odierna era partita particolarmente male: in auto, mi sono ritrovato imbottigliato in un traffico infernale per un paio d'ore. Senza neppure un CD da ascoltare (dimenticati a casa...).


Poi, inaspettatamente, un piccolo momento di serenità:





e i suoni della natura a farmi da colonna sonora.

giovedì 2 luglio 2015

La dura verità

AGGIORNAMENTO DEL 06/07/2015: forse in un caso la situazione è cambiata.
Bene, ne sono felice.


Oggi purtroppo sento di dover scrivere parole amare.
Un po' di tempo fa mi è capitato di scoprire con delusione che persone che reputo amiche e che non dubito apprezzino il mio lavoro mi abbiano però fatto perdere del tempo contattandomi prima per organizzare degli eventi e senza farsi più vivi poi (roba che ho dovuto farmi vivo io - per fortuna con adeguato anticipo - per scoprire che non se ne faceva niente... no comment). Il problema non è semplicemente nel rammarico che non si riesca ad organizzare più quanto concordato inizialmente. Ma è la totale noncuranza nello sprecare il tempo altrui che mi lascia perplesso.
Credo che tutti più o meno consapevolmente si rendano conto che il tempo è una risorsa rara.
E allora, se ho la tua amicizia e la tua stima, perché abusi del mio tempo, amico?

Per fortuna credo di poter affermare che il tempo sprecato sia stato il minimo sindacale e sia riuscito a cavarmi da inutili impicci abbastanza velocemente.
Quindi, come dire, poteva andare peggio.
Ma rimane un po' di delusione dal punto di vista umano.
La verità mi fa male, lo so, ma ingoierò l'amaro boccone e via.

Comunque, sfrutto questo post per un paio di comunicazioni di servizio perché forse, certe ovvietà, è meglio chiarirle in maniera inequivocabile e cristallina:

- non ho tempo da perdere.
- Per mettere i dischi, non ho bisogno di nulla. A casa ho tutto quello che di cui ho bisogno e ci sto molto volentieri.
- Se voi per primi non vi prendete sul serio, lasciatemi perdere. Grazie.









Ok, ora torno  a fare le parole crittografate, va! Alan Turing, non sei nessuno!


lunedì 18 maggio 2015

Momenti di ordinaria ricerca

Ieri sera stavo per chiudere il PC per poi andare a dormire. 'Decido' - ma forse è stato più un gesto automatico - di dare un ultimo sguardo a Facebook: nella home vedo che qualcuno ha postato un brano in un gruppo di musica a cui sono iscritto. C'è scritto "finalmente trovato titolo!!!".

Mi incuriosisce e mi chiedo: sarà proprio quella? Sono entrato in quel gruppo per vari motivi (ci postano un sacco di roba gagliarda), ma sotto sotto avevo la speranza di trovare una traccia in particolare. Avete presente quando sentite un brano in un dj set ed è come essere investiti da un treno? E vorreste sapere tutto di quel brano ma non c' niente da fare... è impossibile recuperarne la minima informazione. Ecco, Da anni sono alla ricerca di quella traccia. E in quel gruppo forse avrei potuto trovarla.
Da mesi sono iscritto nel gruppo ed ho sentito tonnellate di musica da paura, ma di quella traccia neanche l'ombra.

Faccio partire il link.

E' lei.

Una epifania. Dopo tanti anni quelle onde sonore si sono finalmente manifestate rivelandomi la loro identità.

E' per questi momenti che vale la pena passare ore e ore a sbattersi, cercare ed ascoltare.
Ed ora, quel brano, lo posso anche suonare.

(ovviamente non vi dirò mai qual'è il brano in questione...)

PS: chi l'avrebbe mai detto che avrei trovato quella traccia tanto agognata grazie al dannatissimo social network?!

mercoledì 25 marzo 2015

Il tempo non manca?

Avete presente quella storiella che è nei momenti più duri che si compiono le imprese più vaolorose eccetra eccetra? O qualcosa del genere.

Be' io non so se sia vero o se fosse solo una efficace trovata pubblicitaria ma ultimamente mi sono accorto che tutto sommato il tempo per dedicarmi a ciò che più mi piace ce l'ho anche, solo che non avviene nelle modalità in cui me l'ero immaginato.

Mi spiego: quando penso ad esempio a leggere o ad ascoltare musica, nella mia fantasia immagino me stesso comodamente svaccato sul divano di casa, in totale relax. Invece nella realtà succede che riesco a fare queste cose nelle occasioni più disparate tipo in coda alle poste o in auto. (ovviamente in auto non leggo, ascolto solo la musica.)

Ok, forse sarebbe più bello starsene serenamente a casa, ma alla fine non posso dire che il tempo e le occasioni per dedicarmi a ciò che mi piace non manchino.

In conclusione, cosa voglio dire con questo post? Non lo so, davvero.

lunedì 2 marzo 2015

IL FACCIALIBRO DELLA GIUNGLA (AKA IL MARKETING AGGRESSIVO DI AMICI E CONOSCENTI)




FB: hai una nuova notifica:

Giovannona Frescobalda ti ha invitato ad un evento:

"Workshop di pettinamento bambole a Frascati sul Minchio"

Ma checcazz...?!

FB: hai una nuova notifica:

Dick N. Arsowl ti ha invitato ad un evento:

"The Very Big Championship of the Chicken Torero @ Owensboro, Kentucky - US "

???

FB: hai una nuova notifica:

Giangiacomo Pistola ha postato un'immagine in cui ci sei tu ed altre 378 persone

Rimuovi tag...


Caro lettore, se anche tu quotidianamente devi smaltire un sacco di spam sul famoso social network e la cosa ti genera una sottile ed incoffessabile furia omicida, ti invito a continuare a leggere e magari a dedicare qualche minuto per lasciare un commento e condividere con me la tua esperienza come se fossimo in una terapia di gruppo... (L'ho messa giù un po' dura? Ma che, daveRo?! Suvvia, se scherza...)

Ma prima, qualche premessa.
Ho deciso di scrivere questo post mentre scrivevo quest'altro .
Non è mia intenzione sollevare una polemica... approfitto dello spunto per esternare le mie impressioni personali perché credo che certe tecniche comunicative un po' troppo "invasive", alla fine, danneggino anche chi, come me, non le utilizza per i propri eventi. Magari questi metodi non possono essere tecnicamente definiti spam, ma direi che poco ci manca.

GLI INVITI A CASO (PER NON DIRE A CA..O)
Vi arrivano mai inviti per eventi che o sono troppo inaccessibili per questioni di tempo e di spazio (tipo che sono dopodomani dall'altra parte del mondo) o riguardano cose di cui non ve ne frega una beneamata o entrambe le cose? ecco, forse io sono strano, ma proprio non riesco a provare gratitudine nei confronti di chi mi manda questi inviti. E nemmeno misericordia.
Sì, lo so che posso bloccare gli inviti e so anche che molti, per comodità e velocità, utilizzano qualche diavoleria per mandare inviti a tutti i contatti in un nanosecondo, ma il punto è un altro: non dovrebbe essere chi riceve l'invito inadeguato a doversi adoperare per difendersi dalle seccature. E' chi invita che dovrebbe selezionare i contatti da invitare con un po' di buon senso. Se la cosa richiede troppo impegno e fatica... be' allora fate a meno di improvvisarvi PR e dedicatevi ad altro, è un problema vostro. E poi, mi domando: davvero stilare un elenco di nomi è uno sforzo che richiede troppo tempo e fatica?

IL TAG BOMBING
Per tag bombing intendo quando in un post (in genere un'immagine) vengono taggati millemila contatti... una sorta di "viralità forzata".
Trovo questa tecnica molto fastidiosa perchè per dare visibilità al proprio prodotto si sfrutta lo spazio personale di qualcun altro ed infatti non sono mai riuscito ad usarla perchè mi è sempre sembrata troppo invasiva e mi ha sempre dato fastido essere taggato per scopi pubblicitari (ma io, lo ammetto, non sono un esperto di comunicazZione).
Invece in molti continuano ad usare questa splendida tecnica con estrema frivolezza e sembrano non notare che ogni volta le "reazioni" (commenti+likes+condivisioni) in rapporto al numero dei contatti taggati nel loro post sia uno "zero virgola zerozerozero..." (e tralascio il triste fatto che spesso buona parte delle reazioni sono del cugino, dello zio, della mamma, del collega ecc). Ecco, a 'sto punto... come dire... non sarebbe il caso di farsi due domande? Forse (FORSE, eh!) il tag bombing non è proprio apprezzatissimo. Ma forse sono io che non ci capisco niente di comunicazZione...

Quindi, tirando le somme e senza voler fare la morale a nessuno, se girasse meno spam sui social forse comunicare i propri eventi o altro sarebbe una cosa normale, utile ed addirittura piacevole sia per chi l'invito lo manda che per chi lo riceve. Ma mi rendo conto che questa è pura utopia.
Ognuno faccia quel che crede opportuno, per quel che mi riguarda preferisco continuare a comunicare ciò che faccio come ho sempre fatto, ovvero senza fracassare le palle ai non interessati, ma sento anche il bisogno di specificare mettendo nero su bianco che io non spammo e non voglio essere confuso con chi fa promozione selvaggia.

PS: ehm... poi a volte capita che mi dimentico di mandare qualche invito o di postare sul blog (sorry)... ma non lo faccio apposta! Che ci devo fare... sono un po' troglodita. E, comunque, tra blog, FB e quant'altro il messaggio lo invio e chi vuole riceverlo lo riceve. Quindi preferisco essere smemorato piuttosto che invadente.

PPS: Spero che le mie riflessioni non abbiano urtato la vostra sensibilità e, nel caso, che rimarremo lo stesso superamici del cuore forever!  <3

PPPS: oh, io non ho mai ricevuto 69 notifiche in un giorno (grazie a dio!)... ho scelto solo un'immagine ad effetto che ho trovato su internet.

mercoledì 4 febbraio 2015

Balla che ti passa...



Recentemente sono andato a ballare con la mia fanciulla. Ci tenevo particolarmente perchè si trattava della serata che più amo; è un appuntamento mensile, ovvero non capita tutti i fine settimana.
Per me andare a ballare è sempre stato, oltre che un momento di festa, un momento di libertà nel senso di libertà dalle rogne e dai pensieri della settimana, libertà dalle dinamiche sociali, in mezzo alla pista ci si lascia andare, ci si diverte in mezzo ad altra gente, si ascolta musica gagliarda a volumi che fanno tremare le pareti eccetra eccetra eccetra. Quello che ho scritto a me pare ovvio... Ma evidentemente non lo è.
Infatti quest'ultima volta (ma non era la prima volta e so già che non sarà nemmeno l'ultima) c'erano un paio di soggetti molesti che che non avevano niente di meglio da fare che saltellare e dimenarsi in maniera sconclusionata da un angolo all'altro del locale spingendo ed andando continuamente addosso agli altri.
Ora, qualche spintone può capitare, così come capitano a tutti momenti spontanei di esuberanza. Ben vengano. Ma l'atteggiamento scatenato di questi personaggi era pianificato a tavolino e si vedeva, è stato costante dal momento in cui hanno messo piede nel locale ed erano chiaramente concentrati su loro stessi, degli altri non gliene poteva fregare di meno.

Ecco, voglio essere chiaro: questo tipo di personaggi ha rotto i coglioni.
Ma che cazzo avete da saltellare e spintonare tutta notte? Com'è che tutti i presenti riescono a scatenarsi e a divertirsi senza spingere ed andare continuamente addosso agli altri?
Perchè certe persone si comportano così?
Io non sono uno psicologo ma azzardo qualche risposta:
  • vogliono essere al centro dell'attenzione ("ehy guardatemi! io sì che faccio festa! sono un giustone cazzo!")
  • hanno voglia di provocare e litigare col prossimo (per ragioni che davvero fatico a comprendere)
  • traggono grande ispirazione da qualche pazzo pazzo film americano in cui i pazzi pazzi protagonisti vivono delle pazze pazze avventure all'insegna dell'eccesso e della perdita totale del controllo. Perchèquestosikesikiamafarefestakazzo!
  • un mix delle precedenti
La risposta probabilmente non la saprò mai.
Io so solo che lavoro e affronto rotture di palle tutta la settimana e siccome le occasioni per per stare in pace coi miei simili ascoltando musica gagliarda sono rare e siccome credo che la maggior parte delle persone che incontro la pensi come me a questi bimbiminkia dico solo una cosa:

ANDATEVENE
AFFANCULO!

Se proprio non potete fare a meno di saltellare e dimenarvi come dei tarantolati, cercatevi dei posti dove si poga fino alla morte, con l'augurio che vi arrivi un sana gomitata nelle gengive oppure mettete su un gruppo rock così poi potrete  fare tanti bei concerti in cui avrete tutti gli occhi addosso mentre vi scatenerete sul palco e potrete addirittura fare stage diving (sempre che il pubblico sia disposto a reggervi).
come dite? non vi va di pogare perchè non vi va di essere spinti o di rischiare di prendere un calcio negli stinchi?
come come? mettere su un gruppo comporta troppa fatica e perseveranza?

E allora provate a crescere, miei cari. Funziona meglio che comportarsi da idioti.

giovedì 15 gennaio 2015

Figli di un DJ minore

Cari amici, oggi ho deciso di raccontare una scena che, con poche variazioni, si ripresenta ciclicamente. Ciò che mi spinge a condividerla è proprio l'esasperazione e la rassegnazione di fronte alla ripetizione infinita dello stesso evento manco fosse il giorno della marmotta.


- Hey R, come va? senti questo nuovo pezzo techno deep minimal!!! fa paura cazzo! senti come spakka cazzo!
- ehm... non male..."
- fa paura cazzo! Cazzo, quanto spakka!
- Ti piace la techno? Uno dei miei idoli è Thomas Brinkmann, secondo me...
- Chi?! mai sentito! Ma senti qua come spakka, cazzo!
- ehm... si è fatto tardi! devo proprio andare!

Ci vediamo, eh.

A voi è mai caitato (e quante volte è capitato)? A me troppe.
Qualcuno magari starà pensando: "Ecco! Sei un intollerante: non accetti che qualcuno abbia dei gusti diversi dai tuoi!"
Eh no! le cose non stanno in questi termini. Ben venga il dialogo con tutti, ci mancherebbe. Ma, appunto, di dialogo si deve trattare ed il mio interlocutore deve essere disposto ad ascoltare. Altrimenti ciò che comincia come uno pseudo-dialogo si trasforma in breve tempo nel monologo di un ego ipertrofico.
In realtà ritengo che sia un atto di estrema civiltà (nonché un toccasana per sé stessi) tagliare corto e lasciare un esaltato da solo col suo delirio.

domenica 7 dicembre 2014

Just chillin'...

Ho voglia di ascoltare musica ma di tempo non ce n'è un granchè. Sempre di corsa, sempre mille impegni.



E' sabato e piove.
Poca luce grigia entra svogliatamente dalla finestra ed il lampione qua fuori è già acceso.
Lei è sul divano ed armeggia col telefono sotto la copertina di pile, in attesa che la raggiunga.
Bruni sta correndo per la casa, all'inseguimento di un tappo di sughero tutto mordicchiato. So che ci raggiungerà sul divano tra poco.

Finalmente posso starmene sul mio divano accoccolato con la mia fanciulla ad oziare. Sì, senza fare assolutamente nulla eccetto ascoltare un dj set con Orfeo pronto a tentarci ed a trasportarci nel suo mondo.

Ho voglia di viaggiare lontano, rilassare ogni singolo muscolo e lasciare correre la fantasia.
Magari in qualche posto esotico immaginando storie di avventurieri e donne fatali.
Poi la musica cambia ancora e ancora, ma la scena è sempre la stessa sul divano, perchè nessuno ha voglia di muovere un dito.

Ora si sta facendo tardi, il pomeriggio è volato. Dai, tiriamoci su, sento piano piano le energie tornare a scorrere.
Usciamo adesso, mia fantastica, le luci della città ci aspettano.

Just chillin'.
E sento che non ho bisogno di nient'altro.
Il soggiorno di casa mia non è la boiler room, ma a me va bene così... e poi, sinceramente, della kassadrittacentotrentabipiemme poco me ne cale... (e per "cale" non intendo queste, 'gnurant!)

Photo credit: Cristina Marasini

venerdì 7 novembre 2014

Il mio tempo

Avrei potuto stupirvi con titoloni ad effetto tipo "3 modi per riprenderti il tuo tempo" oppure "come mi sono riappropriato del mio tempo" o simili, ma questo post contiene solo un insieme di intime riflessioni ed idee scritte (quasi) di getto.



Non credo sia mistero quale sia la mia visione della società (basta scorrere un po' indietro il blog) e penso che l'effetto principale del sistema di dominio in cui viviamo sia la sottrazione del tempo ("Momo" anyone?).
Tempo che non può essere restituito.

Così è da un po' che mi chiedo: come posso riappropriarmi del mio tempo? Qual'è il MIO tempo? e forse qualche risposta, per quanto bislacca, l'ho trovata.

PASSATO
Forse mi sbaglio, ma da sempre ho l'impressione che tenere un diario sia una pratica caduta in disuso. Non so perché e non mi interessa. So solo che anche per me era una roba inutile facente parte del mondo passato finché un bel giorno, tanti anni fa, cominciai ad annotare in maniera sconclusionata quello che pensavo e quello che mi capitava. Dopo poco tempo mi accorsi che poter rileggere in differita ciò che si è pensato e provato in determinate circostanze aiuta molto a non commettere nuovamente le stesse cazzate. Non di rado, rileggendomi, mi è capitato di dire "ma sono stato proprio io a concepire 'ste idiozie?!".

PRESENTE
Be', che ve lo dico a fare?! Qui il tema è uno, il solito: meditazione.

FUTURO
Da qualche tempo mi sono convinto che il futuro è solamente un prodotto dell'immaginazione quindi tutto ciò che faccio è chiedermi ogni tanto che cosa voglio e come, dove e con chi mi immagino tra un po' di anni (magari giocando a scrivermi delle lettere dal futuro). Oppure faccio alcuni simpatici giochetti, tipo questo.
E poi cerco di immaginare il futuro collettivo oltre che individuale... ed anche se l'industria cinematografica narra pressochè totalmente storie ambientate in società future distopiche ed ipertecnologiche, per fortuna mi è capitato di imbattermi in eccezioni che mi hanno fatto immaginare qualcosa di diverso.

E poi c'è la musica. La musica trascinandomi nei suoi vortici ha il potere di decostruire il tempo.


Ecco, ora che ho fatto outing della mia relazione segreta con il tempo mi sento meglio.


photo credit: Bob Owen via photopin cc