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sabato 10 dicembre 2016

Alle Muse

Alle Muse
Muse, che tante volte ributtai
importune, correte a' miei dolori,
per consolarmi sole ne' miei guai
con tai versi, tai rime e tai furori,

Con quali ad altri vi mostraste mai,
che di mirti si vantan ed allori;
or sia appo voi mia aura, àncora e porto,
se non mi lice altrove ir a diporto!
G. Bruno



O monte, o dive, o fonte,
ov' abito converso e mi nudrisco;
dove quiete imparo ed imbellisco;

Alzo, avvivo, orno il cor, il spirto e fronte;
morte, cipressi, inferni
cangiate in vita, in lauri, in astri eterni!




Questa mente, ch'aspira al splendor santo,
tant'altri studi disvelar non ponno;
il cor, che ricrear que' pensier vonno,
da' quai non può ritrarsi più che tanto

Il spirto che dovria posarsi alquanto
d'un momento al piacer, non si fa donno;
gli occhi, ch'esser dovrian chiusi dal sonno,
tutta la notte son aperti al pianto.

Oimè, miei lumi! con qual studio ed arte
tranquillar posso i travagliati sensi?
spirto mio, in qual tempo ed in quai parti

Mitigarò li tuoi dolori intensi?
e, tu mio cor, come potrò appagarti
di quel ch'al grave tuo soffrir compensi?

Quando i debiti censi
daratti l'alma, o travagliata mente
col cor, col spirto, e con gli occhi dolente?
G. Bruno






venerdì 21 ottobre 2016

Schiller - Poesie filosofiche

LINGUA

Perché lo spirito vivente non appare allo spirito?
Se l'anima parla, allora ahimè! Già l'anima non parla più.

AL POETA

Lascia che la lingua sia per te quel che il corpo è per gli amanti.
La sola cosa che unisce e separa i viventi.

GLI DEI DELLA GRECIA

Premi maggiori erano un tempo concessi
a chi lottava per l'ardua virtù,
e splendidi eroi con le loro gesta
ascendevano verso i beati.
La schiera degli dèi s'inchinava silente
di fronte al difensor dei morti,
ed i Gemelli d'Olimpo guidavano
fra i flutti i naviganti.

Dove sei, bel mondo sereno? Torna,
incantata giovinezza di natura!
Ahimè, solo nella magia dei canti
delle tue meraviglie ancor c'è traccia.
Deserta e a lutto è la contrada,
non scorgo più i divini,
di quell'immagine fremente di vita
non resta ormai che un fantasma.

***




Per tornare domani a liberarsi,
essa si scava oggi il sepolcro, mentre le lune s'intrecciano da sole,
senza posa, in un eterno, identico fuso.
Inoperosi, gli dèi si volsero verso casa,
verso la terra dei poeti, scarto di un mondo
che oscilla solitario,
libero ormai dalla loro influenza.

Sì, tornarono a casa, e presero con sè
ogni bellezza, ogni grandezza,
ogni colore, ogni vita,
lasciandoci solo una parola senz'anima.
Strappati al flusso del tempo,
si rifugiarono sulle vette del Pindo:
quel che vive immortale nel canto
deve perire nella vita.

***

GLI ARTISTI

Quello che la ragione, ormai vecchia,
trovò a stento dopo millenni,
era già rivelato all'intelletto ingenuo
nel simbolo del bello e del grandioso.
Immagini delicate ci indussero ad amar virtù,
un lieve senso si oppose al vizio,
e ben prima della legge di Solone
lentamente germoglia il debole fiore.
Prima che lo spirito, audace,
giungesse al concetto di uno spazio infinito,
chi, senza supporlo, si rivolgeva
al cielo con moti dell'animo?

Urania, meravigliosa e tremenda,
un'aureola al volto di Orione,
in maestà sublime,
contemplata solo da spiriti più puri,
va consumandosi oltre le stelle,
in fuga sul suo trono di luce:
deposta la sua corona di fuoco,
è dinanzi a noi - bellezza.
Avvolta nella cintura della grazia,
si fa fanciullo, ché fanciulli l'intendono.
Quel che oggi sentiamo bello,
ci verrà un giono incontro come verità.

Quando il Creatore bandì l'uomo
dal suo cospetto, nella mortalità,
e gl'impose di ritornare alla luce
lungo un travaliato percorso di sensi,
quando tutti i Celesti volsero da lui lo sguardo,
soltanto lei, l'umana,
volle rimanere accanto al reietto,
e si fece, o generosa, mortale.
Ora aleggia, con inclinato volo,
attorno al prediletto, vicino al senso,
e con tenero inganno gli dipinge
Elisio sulle pareti della sua prigione.
Finché la fragile umanità ha riposato
fra le tenere braccia di simile nutrice,
nulla alimentò la fiamma del fanatismo
né sangue innocente fu versato.
Il cuore, guidato dai suoi dolci lacci,
disdegna la servile scorta dei doveri;
il suo sentiero di luce, bello ma intricato,
cala nell'orbita della moralità.
Chi la serve in modo puro,
più non soggiace all'istinto, né teme la sorte;
come donata da un sacro potere,
riceve la vita spirituale,
il dolce diritto alla libertà.

Beati coloro che - fra milioni i più puri -
son consacrati a servirla,
nei cui petti si degnò di regnare,
e dalle cui bocche, potente, parlò,
prescelti a nutrire il suo sacro fuoco
su altari di eterne fiamme;
dinnanzi ai suoi occhi soltanto si svela,
e che riunisce attorno a sé, in dolce legame!
Siate felici per l'onore concessovi,
dove la suprema norma vi ha posto!
Nel sublime mondo spirituale
vi spetta di primeggiare fra gli umani!

Prima che recaste nel mondo quell'armonia,
che ognuno serve con gioia,
così il creato era dinanzi al bruto -
smisurato scenario, nel nero velo della notte,
e vicino, rischiarato da un tenue raggio,
una mobile schiera di forme
teneva in schiavitù i suoi sensi,
e selvaggia, rozza come lui,
l'impegnava con mille forze.
Legato soltanto al'apparenza
dalla cieca catena dei desideri,
egli perdeva, incapace di goderla,
l'anima splendida della natura.

***

L'arte, per sottrarle l'ombra nella copia,
vi indicò l'immagine sull'onda:
separata dalla sua essenza,
come un suo leggiadro fantasma,
essa si gettò nell'argenteo torrente
per offrirsi a chi la rapisse.
Nel vostro petto si destò l'ombra dell'immagine:
e voi, nobili, attivi, con sabbia e creta
ricreaste quell'amabile parvenza;
nel profilo ne raccoglieste la vita.
Si mosse vivo il dolce piacere del fare,
e la prima opera sgorgò dal vostro petto.

Ferme nella contemplazione,
prigioniere del vostro sguardo,
quelle forme segrete vi sevelarono
l'enigma con cui vi incantavano.
Le norme che agiscono prodigiose,
i tesori della grazia ormai noti,
unì fra loro una mente acuta
nell'opera della vostra mano.
Sorsero piramidi e obelischi,
s'alzarono l'erma e la colonna,
sgorgò dal flauto la melodia silvestre,
e nel canto vissero i trionfi.

***

L'anima si liberò, allora,
dal sonno dei sensi; grazie a voi,
lo schiavo si affrancò dalla pena
e balzo nel grembo della gioia.
Crollò il cupo confine dell'animalità,
umane divennero le fronti rasserenate,
e il pensiero, sublime straniero,
scaturì dalle menti stupite.
Ora l'uomo era eretto, volgeva
alle stelle il suo sguardo regale,
mentre il suo occhio, espressivo,
ringraziava la luce del sole, lontana.
Il sorriso fiorì sul suo volto,
l'ispirato gioco della voce
si trasformò in canto,
il sentimento animò l'occhio commosso,
mentre riso e tenerezza, graziosamente uniti,
si profusero dalla bocca divina.

***

L'arte creatrice, che affiorò semplice
dall'argilla e dalla creta,
racchiude con segreta vittoria
l'infinito regno dello spirito.
Quel che si conquista solo nella scienza,
essi lo scoprono e lo conquistano per voi.
Solo fra le vostre braccia
il pensatore godrà dei tesori accumulati,
solo se la scienza, addolcita al calore della bellezza,
si nobiliterà ad opera d'arte,
se salirà con voi su di un'altura,
e al suo sguardo, nella tenue luce della sera,
si aprirà d'un tratto l'armoniosa valle.

***

DETTI DI CONFUCIO

I

Triplice è il passo del tempo:
esitante si avvicina il futuro,
il presente s'invola come saetta,
eternamente muto ristà il passato.

Quando si sofferma,
nulla gli affretta il passo.
Quando fugge, timore e dubbio
non ne frenano la corsa.
Né rimorso né incantesimo
possono commuoverlo mentre è fermo.

Se vuoi concludere felice e saggio
il viaggio della vita,
prendilo a consiglio mentre indugia,
non renderlo strumento del tuo agire.
Non farti amica la fuggevolezza,
né l'immobilità, nemica.

II

Triplice è la misura dello spazio:
la lunghezza tende senza posa lontano,
incessante; l'ampiezza, nella distanza,
si riversa senza fine; e senza fondo,
s'inabissa la profondità.

Abbile come un'immagine:
se aneli alla perfezione,
devi tendere innanzi, senza posa,
giammai restare muto e stanco;
devi schiuderti all'ampiezza,
se il mondo ti si deve modellare;
devi discendere l'abisso,
se l'essenza ti si deve mostrare.

Solo chi insiste perviene allo scopo,
solo la pienezza porta alla luce,
e, nell'abisso, dimora la verità.

giovedì 12 marzo 2015

[LYRICS] Sleaford Mods - Tweet Tweet Tweet

I lavori in corso sono tuttora in corso e lo saranno ancora per un po' e finchè saranno in corso non si avrà molto tempo per mettersi dietro la consolle. Pazienza, tutte le idee che ho dovranno rimanere tali fino a data da destinarsi, l'importante è che quella che ora è "casa mia" diventi "casa nostra" (cioè mia e della mia fanciulla).

Comunque il tempo per ascoltare musica non manca ed ultimamente uno dei miei gruppi in heavy rotation sono gli Sleaford Mods. Li ho apprezzati fin dal primo ascolto anche se per un po' li ho ignorati e poi, all'improvviso, ho realizzato che sono veramente gagliardi e da allora ho iniziato ad ascoltarli a ripetizione.



Ammetto che faccio fatica a comprendere i testi e le mie blande googolate non mi hanno portato molto lontano... su Genius qualcosa c'è per fortuna e allora ho deciso di ripostare uno dei brani che preferisco.





SLEAFORD MODS
Tweet Tweet Tweet

I get a shaky start to Tuesday
Sweat stains on bus windows
I don't want ruin my coat but
That’s just the way it goes
“Cheer up you fuckin’ bastard!”
That’s all I heard him say
St George’s flag on white van
This is the human race

This is the human race
UKIP and your disgrace
Chopped heads on London streets
All you zombies tweet, tweet, tweet

These wheels are turning tricks
This bus is full of pricks
Eight hours of deadly cans’ll fuck your life
It’s [?] hassle
Dead weight is living flesh
We are no longer spesh
These grips that pull my hair
A life not lived ‘cos I don’t care

This is the human race
UKIP and your disgrace
Chopped heads on London streets
All you zombies tweet, tweet, tweet

Well I just bit half a mine
Throw myself on the Metroline
We 'ad to walk back from the train
With the Stella kicking in my brain

Well I just bit half a mine
Throw myself on the Metroline
When I walk back from the train
With the Stella kicking in my brain

martedì 5 novembre 2013

al lustrascarpe



l'equilibrio è garantito dalle lumache che
si arrampicano sugli scogli di Santa Monica;
la fortuna consiste nell'andarsene per la Western Avenue
e avere le ragazze della casa
d'appuntamenti che ti urlano: << Ciao dolcezza! >>
il miracolo è avere 5 donne che ti amano
quando hai 55 anni,
e il bello è che sei in grado di amarne
una sola.

il dono è avere una figlia più gentile
di quanto tu non sia, il cui sorriso sia
più buono del tuo.
la pace viene dal guidare una
Volkswagen blu del '67 lungo le strade come
un teenager, alla radio The Host Who Loves You
Most, viene dal sentire il sole, dal ronzio tranquillo
del motore rifatto
quando sgusci nel traffico.
la grazia è saper amare la musica rock
la musica sinfonica, il jazz...
qualunque cosa contenga l'energia originaria
della gioia.

e la probabilità che ritorna
è la fase calante della tristezza profonda
quando non riesci a sollevarti
chiuso tra mura a ghigliottina
rabbioso al suono del telefono
o al rumore di qualcuno che passa;

ma l'altrà probabilità -
l'euforia melodiosa che inevitabilmente segue -
fa sembrare la cassiera
del supermercato uguale
a Marilyn
a Jackie prima che beccassero il suo innamorato di Harvard
alla ragazza del liceo che tutti seguivamo
fin sotto casa

ecco quel che ti aiuta a credere
in qualcosa oltre alla morte:
qualcuno che si avvicina in auto nell'altro senso
lungo una strada troppo stretta,
e lui o lei si spostano per lasciarti
il passo, o il vecchio lottatore Beau Jack
che lucida scarpe
dopo aver dilapidato il gruzzolo
in feste
donne
e piattole,
e sospira, soffia sul cuoio,
lavora di straccio
alza gli occhi e dice:
<< che diavolo, per un po' ho avuto
la vita in pugno
meglio di niente >>.

mi sento amaro a volte
ma il sapore è stato spesso
dolce. solo che avevo paura
di dirlo. è come quando
la tua donna ti chiede:
<< dimmi che mi ami>>, e
tu non ci riesci.

se mi vedrai ridere dalla
mia Volkswagen blu
passare al giallo
guidare diritto nel sole
allora sarò stretto
tra le braccia di una
vita pazza
pensando ai trapezisti
ai nani dagli enormi sigari
a un inverno russo dei primi '40
a Chopin col suo sacchetto di terra polacca
a una vecchia cameriera che mi porta
una tazza di caffè gratis e portandomela
ride.

mi piace più che tu non creda
la tua parte migliore.
gli altri non contano
se non perchè hanno dita e teste
e qualcuno ha occhi
e quasi tutti hanno gambe
e tutti hanno
sogni brutti o belli
e una strada da fare.
la giustizia è ovunque e funziona
e le mitragliatrici e le rane
e le siepi te lo
diranno.



tratta da:
"L'amore è un cane che viene dall'inferno"
Charles Bukowski


photo credit: Charles16e via photopin cc

mercoledì 31 luglio 2013

Adam Bradley - Book of Rhymes



Allora, per il momento ho letto solo la parte sulle rime che ripropongo in sintesi. Ma il libro è suddiviso così (senza tener conto del prologo, epilogo, note ecc..):

Part 1:
  • Rhythm
  • Rhyme
  • Wordplay
Part 2:
  • Style
  • Storytelling
  • Signifying
Detto questo, vediamo un po' 'ste benedette rime.
(NOTA: a mia totale discrezione, ho tradotto alcuni vocaboli, mentre altri li ho lasciati in inglese)

Due parole sulle rime.
"as the rhythm's designed to bounce
what counts is that rhyme's designed to fill your mind"
La rima è concordanza di suono. Ci incanta perchè crea dentro di noi un'aspettativa e ci condiziona a riconoscere percorsi di suoni, ad associare parole che la mente istinitivamente riconosce tanto collegate quanto distinte. Così essa nel rap delinea il flow, il modo con cui il rapper naviga sul ritmo e sul groove.


Allora, cominciando dai meccanismi più semplici:
  • Rime monosillabiche: come "bat e "cat"
  • "End rhyme": cioè rime alla fine di un verso
  • "Couple": coppie di rime ogni due versi
queste sono tipiche della old skool, ma col tempo gli MC hanno cominciato ad usare:
  • Rime multisillabiche
  • "Broken rhyme": ottenute con 2 o più parole e spesso associate a rime multisillabiche
"I'm different, so don't compare me to ANOTHER 
Cause they can't hang, word to the MOTHER"

"EsCARGOT, my CAR GO, one sixty, swiftly"
  • Rime interne: cioè rime all'interno dello stesso verso
"while others EXPLORE to make it HARDCORE
I make it HARD FOR wack MCs to even step inSIDE THE DOOR
'Cause these kids is RHYMING, SOME-TIMING
And when we get to racing on the mic, they line up to see
The lyrical KILLING, with steined egos on the CEILING"
De La Soul
Qui addirittura è assente la rima finale nel terzo verso, questo grazie proprio alla presenza delle rime interne che permettono minori restrizioni soddisfando comunque le esigenze dell'ascoltatore.


La libertà nel rappare ha portato gli MCs ad utilizzare anche:
  • "slant rhyme": parole che condividono gli stessi suoni consonanti finali, ma diversi suoni vocali (es. "all" e "bowl"). A differenza delle rime perfette (stesse vocali e stesse conosnanti) questo tipo di rime ci imbrogliano un pochino, negandoci la soddisfazione della completezza e creando tensione creativa.
  • "transformative rhyme" ovvero ottenere una rima distorcendo la pronuncia di una parola es. juicy 
"We used to fuss when the landlord DISSED US
no heat, wonder why CHRISTMAS MISSED US.
BIRTHDAYS was the WORST DAYS
now we sip champagne when we THIRST-AY"
  • "apocapted rhyme": una parola monosillabica rima con una parte accentata di una parola multisillabica.
"The LAST BATTER to HIT, BLAST, SHATTERed your HIP
smash any SPLITter or FASTball, that'll be IT


Ma oltre alle rime vengono anche usate:
  • Alliterazioni: ovvero ripetizione del suono consonante iniziale.
"Rap rejects my tape deck, eject projectile
whether Jew or Gentile, I rank top percentile
many styles, more powerful than gamma rays,
my grammar pays like Carlos Santana plays"
  • Assonanze: ripetizione di suoni vocali non accentati
Un esempio dell'uso di entrambe:
"Now who's the king of these rude ludicrous lucrative lyrics
who could inherit the title, put the youth in hysterics
using the music to steer it, sharing his views and his merits
but there's a huge interference - they're saying you shouldn't hear it"

Naturalmente tutte queste possono comparire in pochi versi:
Out on BAIL fresh outta JAIL, California DREAMIN'
soon as I stepped on the scene, I'm hearin hoochies SCREAMIN' 
Qui in due versi sono presenti rime interne e finali, alliterazioni ed assonanze.


Infine c' è
  • "chain rhyme": è una tecnica attraverso la quale un poeta intraprende una singola rima per una serie di versi ottenendo una sorta di effetto ipnotico. (Di questo non metto esempi perchè quelli riportati nel libro sono tratti da canzoni che non mi piacciono :D ).

La rivoluzione delle rime del rap non è avvenuta per gradi, ma a sbalzi, con singoli artisti portatori di nuovi modi di rimare, spesso andando contro le pratiche prestabilite del periodo.
Lo sviluppo delle liriche è avvenuto anche per necessità: nuove rime nate per calzare la crescente complessità ritmica e melodica nelle produzioni strumentali. Nuove ritmiche richiedono nuove rime.

Ecco finalmente sono riuscito a completare questo post letterario. Ora posso bullarmi di avere un blog di un certo spessore.



sabato 18 maggio 2013

Atom™ - HD

Atom™ è tornato. Dopo tanti anni riesce ancora a stupire.






STOP IMPERIALIST POP
Stop imperialist pop!
Stop imperialist pop!

Sony, 
Warner,
RCA,
Disney Channel, 
day by day,
Sonic invasion
from nation to nation.
Gaga, Gomez, Timberlake:
give us a f..in'break !!

Stop imperialist pop!
Stop imperialist pop!

Stop!

Universal,
BMG,
monstrosity,
Fascist control,
thanks to rock'n'roll.
Corporate sound
in Dolby Surround.

Stop imperialist pop!
Stop imperialist pop!

Stop!

Grazie a Nicola per le lyrics.

sabato 11 maggio 2013

Control

A volte credo che quello che sento tramite le liriche e la musica dei Joy Division sia solo un milionesimo di ciò che sentiva Ian Curtis.
Forse non riuscirò mai a capirlo fino in fondo e temo che se ci provassi forse sarei inghiottito dall'oscurità che ha inghiottito lui...

E' così mi sono sentito guardando Control, pochi giorni fa: un po' immedesimato ma soprattutto incapace di capire.

Ciò nonostante continuerò a fare tesoro per molto tempo ancora della musica che Ian Curtis e i Joy Division hanno lasciato.



DISORDER
I've been waiting for a guide to come and take me by the hand,
Could these sensations make me feel the pleasures of a normal man?
These sensations barely interest me for another day,
I've got the spirit, lose the feeling, take the shock away.

It's getting faster, moving faster now, it's getting out of hand,
On the tenth floor, down the back stairs, it's a no man's land,
Lights are flashing, cars are crashing, getting frequent now,
I've got the spirit, lose the feeling, let it out somehow.

What means to you, what means to me, and we will meet again,
I'm watching you, I'm watching her, I'll take no pity from your friends,
Who is right, who can tell, and who gives a damn right now,
Until the spirit new sensation takes hold, then you know,
Until the spirit new sensation takes hold, then you know,
Until the spirit new sensation takes hold, then you know,
I've got the spirit, but lose the feeling,
I've got the spirit, but lose the feeling.
Feeling, feeling, feeling, feeling, feeling, feeling, feeling.